ACCORDO QUADRO SUL PUBBLICO IMPIEGO: LA CISL PROTAGONISTA PER UNA FASE NUOVA

Man Filling out Tax Form --- Image by © Royalty-Free/Corbis

Cosa prevede l’accordo firmato la scorsa settimana tra Governo e sindacati, cosa cambia con questa intesa e quali sono le prospettive per il settore e per la contrattazione nel giudizio del segretario toscano Fp-Cisl, Marco Bucci.

Cgil, Cisl e Uil hanno firmato a Palazzo Vidoni l’accordo quadro con il Governo sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego

che finalmente sblocca un contratto fermo da 7 anni. Previsto per 3,3 milioni di lavoratori del settore un aumento medio non inferiore a 85 euro lordi mensili.
Quanto alla parte economica saranno poi i contratti a stabilire come andranno distribuiti gli 85 euro, guardano innanzitutto ai lavoratori che più di altri hanno patito gli effetti della crisi e del blocco.
Questo il giudizio sull’accordo del segretario generale della Cisl Funzione Pubblica della Toscana, Marco Bucci.
“L’ accordo Governo-Sindacati  sul Lavoro pubblico è importante sotto molti aspetti e principalmente per 2.
-indica una agenda di lavoro per i prossimi anni in cui contrattazione e ruolo di lavoratori pubblici e sindacati devono tornare al centro, nell’interesse del Paese.
-garantisce un impegno del Governo a stanziare delle risorse per gli aumenti contrattuali, in cui temi  nuovi (welfare contrattuale, defiscalizzazione  della produttività legata a una misurazione seria) sono i terreni innovativi per guardare al futuro.
In un momento in cui l’agenda politica è stata prigioniera di una campagna referendaria al vetriolo e lontana dai problemi reali del Paese la sottoscrizione la scorsa settimana dell’ Accordo fra Sindacati e Governo sul Pubblico Impiego registra un percorso diverso, senza enfatizzazione o facili esultanze: è un passo vero e importante attraverso cui lavoratori e sindacati riprendono protagonismo e ruolo in un Paese che ne ha un drammatico bisogno.
La riforma della Pubblica Amministrazione, l’innovazione del settore pubblico, vanno realizzati attraverso la partecipazione dei lavoratori e partendo da un rinnovo del contratto fermo da quasi otto anni.
C’è chi ha visto in questa intesa sulla volata finale del referendum un’occasione di concessione in cambio di sostegno a una certa parte dello schieramento referendario; la maturità ed il rigore del sindacato hanno dato il segnale che l’accordo vale in sé, per i contenuti e gli impegni in esso indicati, in cui la Cisl è stata protagonista straordinaria nell’unità sindacale confederale.
Si tratta di una strada impegnativa e nuova che punta a recuperare materie fino ad oggi sottratte alla contrattazione e spostate sulla legislazione dagli accenti unilaterali.
E’ un accordo che indica la strada per un potenziamento della contrattazione nei luoghi di lavoro, verso il riconoscimento professionale dei lavoratori pubblici.
E’ un accordo che fissa una misura di aumento complessivo per i lavoratori pubblici in linea con gli altri rinnovi del privato (“non meno di 85 euro mensili medi”) e che prevede meccanismi di prioritaria attenzione a rispondere ai salari più bassi.
E’ un accordo che apre alle forme di welfare contrattuale e a necessarie misure di defiscalizzazione della produttività di secondo livello come nel privato.
E’ un accordo che apre la strada all’incentivo alla previdenza complementare anche nel pubblico impiego e a rivedere il sistema di misurazione della produttività con un richiamo forte al criterio collettivo e di “logica di squadra”.
La strada non sarà semplice, ma puntiamo ad una sottoscrizione dei contratti entro la primavera del 2017, perché il diritto al rinnovo non può più attendere, per concorrere al rilancio dei consumi e avviare una nuova stagione dove la Pubblica Amministrazione sia davvero motore di ammodernamento del Paese nell’interesse dei cittadini e della comunità.
Fonte notizie.cisltoscana.it

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *